Breathwork & Rebirthing

Breathwork

Quanta importanza e quanta attenzione diamo al respiro durante l’arco della nostra giornata? Qualcuno ci ha insegnato a respirare quando eravamo piccoli? Eppure noi nasciamo con un respiro, e continuiamo a farlo fino all’ultimo.
Nella piramide della gerarchia dei bisogni, Abraham Maslow pone il respirare al primo posto assieme agli altri bisogni primari fondamentali alla sopravvivenza. Tutto quello che riguarda la vita umana è strettamente legata al respiro in quanto fonte primaria di nutrimento. Possiamo rimanere del tempo senza cibo e acqua, ma non possiamo stare più di qualche minuto senza respirare e questo ci fa riflettere sulla sua importanza.
Sulla respirazione che avviene normalmente in maniera autonoma, ed è controllata inconsciamente dal centro del respiro posto sulla base del cranio, noi possiamo intervenire anche volontariamente, accelerandola, rallentandola, o magari trattenendola. Proprio grazie a questa duplice possibilità la nostra fonte primaria può diventare uno strumento molto utile al nostro benessere.
Nel mondo esistono moltissime tecniche per lo sviluppo della crescita personale che fanno uso del respiro in modi diversi e che vengono riunite in un contenitore comune che prende il nome di Breathwork che significa lavoro con il respiro.
Mediante l’utilizzo del respiro circolare, connesso, consapevole, il Breathwork mette nelle mani di chi lo pratica la possibilità di agire per il proprio benessere. Questo tipo di pratica è molto diversa dalle tecniche che prevedono un approccio prevalentemente verbale, infatti, con il Respiro si tornano a sperimentare nel presente (non solo quindi come ricordo del passato influenzato dalla percezione soggettiva), le nostre emozioni e le sensazioni fisiche corrispondenti che abbiamo vissuto relative ad eventi che hanno lasciato una traccia energetica nel nostro sistema sia psichico che fisico, pronta a riemergere ogni qual volta riviviamo un evento simile. Che ne siamo consapevoli o no, questi schemi energetici agiscono e ci condizionano. Con il respiro è possibile scioglierli portandoli a consapevolezza, ristabilendo uno stato armonioso di leggerezza e libertà interiore.
La pratica del Respiro permette di sviluppare attitudini e abilità cognitive in grado di sostenerci su tutti i livelli e cioè fisico, mentale, emozionale e spirituale.
I suoi benefici:
rilascia il 70% delle tossine
aumenta l’ossigenazione del cervello favorendo centratura e concentrazione
favorisce nel tempo il fluire del respiro
si portano a consapevolezza gli schemi mentali e comportamentali limitanti
si rilasciano i carichi emozionali
favorisce la creatività
aumenta le difese immunitarie migliorando lo stato di equilibrio fisico
favorisce la comprensione di Sé
è indicato a chi vuole intraprendere un cammino di consapevolezza ed evoluzione di sé che facilita a sua volta anche la relazione con il mondo che ci circonda.
Le sessioni di Breathwork/Rebirthing possono essere sia individuali che di gruppo.

Rebirthing

Leonard Orr ha ripreso, agli inizi degli anni Settanta, un’antica tecnica derivata dal Pranayama, lo Yoga del Respiro, chiamandola Rebirthing. Praticando questa tecnica egli sperimentò la possibilità di rilasciare emozioni e tensioni presenti da molto tempo nel nostro corpo, fino a rivivere la propria esperienza di nascita. Da qui il nome Rebirthing, appunto rinascita.
Tramite il respiro circolare, connesso, consapevole, è possibile fare esperienza delle emozioni e delle sensazioni riguardanti il primo grande cambiamento della nostra vita, andando così a sciogliere le memorie rimaste bloccate in quell’evento.
Non è garanzia che praticando il Rebirthing si debba rivivere questa esperienza, ma quando ciò avviene, molte domande ricevono risposta. La modalità della nostra nascita è solo nostra, è unica, ed è la strategia che abbiamo scelto per superare la nostra prima prova, quella di venire al mondo.
Quando è avvenuta, eravamo neonati, avere la possibilità di riviverla come adulti é un’esperienza importante, nutriente, che fa fare un salto di consapevolezza a chi la sperimenta.