L’intelligenza del cuore

E di tutti gli organi del nostro corpo, il cuore è l’oscillatore biologico più potente, superando anche il cervello dal quale mantiene la sua indipendenza. Quando l’organismo entra in risonanza con il cuore viene a crearsi uno stato di coerenza permettendo il funzionamento ottimale di tutto il sistema: tutti i livelli fisico, emotivo, e mentale si armonizzano al ritmo dell’eccitatore principale.
Gli studi dell’HeartMath Institute hanno rilevato che esistono connessioni che partono dal cuore e vanno verso il cervello e sono di tipo:
-Neurologico: il cervello del cuore traduce in impulsi nervosi le informazioni che arrivano dagli altri sistemi nervosi e dal sistema ormonale, elaborandoli e informando poi il cervello. Il numero d’informazioni che quest’ultimo riceve dal cuore è superiore a quelle emesse e ne influenza quindi le attività.
-Biochimico: il cuore produce alcuni ormoni capaci di ridurre lo stress e di influire sul comportamento emozionale.
-Fisico: il ritmo cardiaco e le sue variazioni inviano messaggi a tutto il corpo, compreso il cervello, indipendentemente da quest’ultimo.
-Energetico: il cuore possiede un campo elettromagnetico cinquemila volte più potente di quello del cervello, che va a espandersi fino a una distanza di 2-4 metri influenzando chi si trova in quest’area.
Sempre dalle ricerche effettuate sul cuore, è stato scoperto che le variazioni del suo battito davano indicazioni sullo stato mentale, fisico ed emozionale del nostro organismo. I tracciati di variabilità della frequenza cardiaca, rilevavano che quando la persona era calma e in armonia, in presenza di pensieri elevati e benevoli, le onde, a loro volta, erano ampie e regolari; viceversa, in situazione di stress, rabbia o collera, le onde erano irregolari e incoerenti. Se ne deduce che “la variabilità della frequenza cardiaca è dunque un indicatore diretto dello stato interiore nel quale ci troviamo” (Marquier, 2009). I tracciati sono stati poi confrontati con quelli delle onde cerebrali e si è visto che, nel primo caso (stato di calma) queste ultime si armonizzavano naturalmente al ritmo cardiaco: i due oscillatori entravano in uno stato di sincronicità creando coerenza. Nel secondo caso (stato di stress) invece no, entrambi i ritmi erano nella confusione. Pertanto quando il cuore impone il suo ritmo, tutto il sistema funziona, invece, quando è il cervello a dettar legge, i due oscillatori principali rimangono nel caos, trascinando con sé anche gli oscillatori secondari delle altre parti del corpo, inducendo un conseguente stato di malessere.
Da qui si deduce che la qualità delle nostre emozioni e dei nostri pensieri determina il funzionamento ottimale di tutti i livelli del nostro organismo.
Tuttavia non è possibile trasformare le emozioni che ci disturbano fintanto che non impariamo a riconoscerle e comprendere come reagiamo a esse. Sembra un paradosso, ma “il solo” porsi con quest’attitudine, rallenta il flusso energetico emozionale e ne allenta la sua portata. Inoltre, non possiamo bloccare le nostre emozioni, essendo la nostra una reazione automatica, o affrontarle con la mente solo concettualmente, perché il dominio energetico delle emozioni e della mente è diverso.
Ma, cosa fa scegliere un circuito piuttosto che l’altro, di fronte agli stessi eventi esterni, con conseguenze completamente diverse l’una dall’altra? È il livello di evoluzione della coscienza a determinare la scelta, in base alla chiarezza e all’ampiezza della percezione della realtà. L’uomo esprime né più né meno, la realtà del livello di coscienza in cui si trova in qualsiasi ambito della sua vita. Quando siamo in uno stato di coerenza, e quindi connessi all’intelligenza del nostro cuore, la percezione della realtà non si basa più sulle esperienze del passato e sui vecchi schemi, ma diviene molto più esatta e immediata per effetto dell’accesso a un campo quantico.
Come anticipato, accedendo all’intelligenza del cuore non solo riportiamo in equilibrio il nostro sistema, ma superiamo anche i confini del nostro corpo andando a influenzare i campi energetici degli altri mentre interagiamo con loro. Inoltre, l’oscillatore più potente tende a trascinare gli oscillatori più deboli, ed è in questo modo che possiamo influire nell’ambiente in cui ci troviamo.
Da questo presupposto il setting di Counselor interno ed esterno diventa con il Cliente un campo quantico dove sono contenute tutte le infinite possibilità presenti nello stesso momento. Per comprendere il concetto di campo quantico ci si rifà agli studi sulla fisica quantistica che lo definisce come il campo della co-creazione. In questo campo tutto è collegato, la separazione è un’illusione, noi siamo uniti dall’energia, e come per tutte le cose anche noi siamo collegati con gli altri esseri umani. Questo campo contiene tutte le informazioni del passato e del futuro e lo fa nell’immediato.
A tal proposito il Dott. Bach in “Guarisci te stesso” scrive:
il Creatore di tutte le cose è Amore e ogni cosa di cui siamo coscienti è una manifestazione di quell’Amore in tutto il suo infinito numero di forme, che sia un pianeta o un ciottolo, una stella o una goccia di rugiada, l’uomo o la più minuscola forma di vita. È possibile cogliere un barlume di questo concetto pensando al nostro Creatore come a un grande ardente sole di amore e carità, dal cui centro parte un numero infinito di raggi irradiandosi in ogni direzione e che noi, e quello di cui siamo consapevoli, siamo le particelle finali di quei raggi, inviati per acquisire esperienza e conoscenza, per ritornare alla fine al grande centro. E sebbene ciascun raggio possa apparirci separato e distinto, in realtà è parte del grande Sole centrale. La separazione è impossibile, per il fatto che, non appena un raggio di luce viene reciso dalla sua fonte, cessa di esistere. Così possiamo comprendere un poco l’impossibilità della separazione; anche se ogni raggio può avere la sua individualità, è tuttavia parte del grande potere creativo centrale. Perciò ogni azione contro noi stessi o contro qualcun altro colpisce il tutto, perché l’imperfezione causata in una parte si riflette sull’insieme; ne consegue che ogni particella deve diventare perfetta (Bach, 1931)
Con queste parole il Dott. Bach si rifà al concetto di Unità, che ci vede tutti uniti, dove non esiste separazione, e dove ogni più piccolo gesto influisce su tutto il resto.